

148. Il Sessantotto: gli scontri di Valle Giulia a Roma.

Da: G. Ascheri, Nuovi gravi disordini a Roma con duecento tra
feriti e contusi, in Corriere della Sera, 2 marzo 1968.

Agli inizi del 1968 in tutta l'Europa dilag la protesta
studentesca. In Italia numerose sedi universitarie vennero
occupate: 136 alla fine di febbraio. A Roma, dove il 29 febbraio,
in seguito agli scontri verificatisi fra studenti di destra e di
sinistra, il rettore aveva richiesto l'intervento della polizia e
quindi fatto sgomberare e chiudere la citt degli studi, la
situazione era particolarmente tesa; il 1 marzo, nei pressi della
facolt di architettura, a Valle Giulia, si verificarono durissimi
scontri fra studenti e polizia: i feriti furono diverse centinaia,
quattro studenti vennero arrestati e 228 fermati. L'episodio, uno
dei pi emblematici del Sessantotto italiano, suscit discussioni,
polemiche e giudizi contrastanti sul comportamento degli studenti
e della polizia. Ne presentiamo qui una ricostruzione tratta da un
giornale dell'epoca.


Oltre tremila studenti si sono scontrati oggi con le forze
dell'ordine davanti a Valle Giulia. La gravit eccezionale
dell'accaduto  ben documentata dalle cifre, ancora ufficiose, di
cui si dispone stasera. I contusi nelle file delle forze
dell'ordine sono 144 tra agenti e sottufficiali oltre a nove
funzionari e a due vice questori. Quattordici agenti sono stati
ricoverati nelle corsie dell'infermeria presidiaria, mentre il
brigadiere Lorenzo Spallino  stato ricoverato in condizioni gravi
al Policlinico.
Fra gli studenti i feriti o contusi sono 47 di cui undici
ricoverati in ospedale. Sono stati fermati 228 studenti
(appartenenti a organizzazioni universitarie comuniste, cattoliche
e di estrema destra), dei quali una decina saranno denunciati in
stato di arresto. Otto automezzi della polizia e dei carabinieri,
fra cui una campagnola, due pullman e una seicento, sono stati
incendiati o danneggiati dai dimostranti. Molte auto di privati in
sosta nella zona degli scontri sono state gravemente danneggiate.
Il traffico nelle vie del centro, stamane,  rimasto completamente
paralizzato. La citt ha vissuto ore drammatiche tra l'andirivieni
delle autoambulanze e degli automezzi della polizia.
La manifestazione degli studenti  cominciata alle dieci in piazza
di Spagna, ai piedi della scalinata di Trinit dei Monti. I
giovani studenti, convenuti nella piazza a piccoli gruppi, hanno
poi formato un corteo che si  mosso alle 10,30. Percorrendo via
del Babuino, il corteo ha raggiunto piazza del Popolo e ha
imboccato quindi la via Flaminia diretto alla facolt di
architettura. Senza incidenti, i dimostranti marciavano compatti,
sorvegliati dalle forze di polizia, e solo ogni tanto si levavano
grida di protesta.
In mezz'ora circa, il corteo ha raggiunto Valle Giulia ed  salito
verso la facolt di architettura situata su una collinetta
prospiciente il piazzale delle Belle Arti. Davanti alla facolt,
che la polizia aveva fatto sgomberare, attendevano il corteo vari
altri gruppi di studenti. L'edificio era a quell'ora presidiato da
un centinaio di agenti. Ad un certo momento la parte iniziale del
corteo ha cominciato a lanciare contro la polizia uova, sassi,
monete e altri oggetti. Gli agenti sono scesi nel piazzale
cercando di disperdere i dimostranti. Ne  nato un primo violento
tafferuglio, nel quale sono rimasti leggermente feriti quattro
studenti e un agente di polizia. La sproporzione fra le forze era
tale che in questo primo momento un gruppo di dimostranti 
riuscito ad entrare nella facolt, mentre una campagnola veniva
data alle fiamme e un agente era circondato da diversi
universitari e disarmato.
Dal viale Buozzi giungevano intanto i rinforzi di polizia: camion
carichi di agenti, camionette e idranti. Appena gli uomini della
polizia hanno messo piede a terra sono stati circondati da
dimostranti che, armati di bastoni e di paletti divelti dalle
aiuole, hanno cominciato a picchiare violentemente. E' stato
questo il momento pi drammatico degli scontri. I dimostranti,
riuscendo a circondare e a dividere in parte le forze di polizia,
si sono impadroniti di due pullman, di una seicento e di un
veicolo dei vigili del fuoco e li hanno incendiati.
Sul piazzale, trasformato in un vero e proprio campo di battaglia,
sono cominciate intanto a giungere le autoambulanze per
trasportare ai pi vicini ospedali i feriti, che, ormai numerosi,
giacevano sul terreno. Continuavano a giungere anche squadre di
agenti e carabinieri: in poco tempo il numero degli uomini delle
forze dell'ordine diventava pari a quello degli studenti. La
mischia, a questo punto,  dilagata spostandosi dal piazzale della
facolt di architettura in piazza Belle Arti e nei giardini
circostanti. Furiosi corpo a corpo hanno caratterizzato questa
seconda fase della battaglia, mentre una autopompa dei vigili del
fuoco lanciava violenti getti di schiuma.
I feriti erano intanto saliti a venti. Le autoambulanze
continuavano a fare la spola tra Valle Giulia e gli ospedali, dove
venivano medicati anche tre funzionari di pubblica sicurezza.
Dodici studenti ricevevano le prime cure al San Giacomo, sei al
Policlinico e due al Santo Spirito. Uno solo di essi, Lidia
Pardi, di ventidue anni, veniva ricoverata con prognosi di otto
giorni. La situazione nel piazzale delle Belle Arti, una ora e
mezzo dopo l'inizio degli incidenti, era sotto controllo della
polizia che aveva inviato sul posto anche le camionette della
Celere. Un centinaio tra sottufficiali e agenti della squadra
mobile sono stati inviati dal questore a Valle Giulia per
collaborare con i loro colleghi e con i carabinieri al
ristabilimento dell'ordine.
L'intervento degli uomini della Mobile, guidati da due
commissari che cingevano la fascia tricolore, si era reso
necessario perch un agente era stato disarmato dagli studenti i
quali si trovavano in possesso della sua pistola d'ordinanza. In
tutto, al termine dei tafferugli, sono risultate mancanti cinque o
sei pistole, forse smarrite.
La situazione andava intanto normalizzandosi e i dimostranti,
dispersi nei viali di Villa Borghese, venivano raggiunti da agenti
e carabinieri, caricati sui pullman e condotti alle varie sedi
della polizia e dei carabinieri per essere interrogati.
